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(pubblicato il 04/10/2011)
Una magnifica esperienza di vita Marco Caruso dal 20/09/2011 al 23/09/2011
Ispirati da un articolo comparso su una rivista di viaggi, ci siamo lasciati affascinare dall'idea di sfruttare qualche giorno di ferie in un modo diverso dal solito, a metà tra la vacanza avventurosa ed il pellegrinaggio sulle orme del Santo che guida i nostri passi di giovani francescani nella vita quotidiana.
Zaini in spalla, quindi, io e la mia fidanzata, Martina, abbiamo raggiunto in macchina la città di Rieti e, una volta entrati in possesso dei passaporti e del kit del pellegrino, abbiamo pianificato il percorso e le tappe per i giorni a venire.
Cartina alla mano, ci siamo messi in marcia il mattino seguente, verso le 7.30, dopo una sana colazione.
Uscire dal centro cittadino è stato però più complicato del previsto. La toponomastica giallo-blu ci risultava un po' ostica, se non proprio discordante.
Fortuna che le nuove tecnologie ci sono venute in soccorso e dopo una rapida consultazione su GoogleMaps, abbiamo imboccato la giusta via, procedendo correttamente fino ai successivi cartelli che ci avrebbero poi lentamente guidato verso il santuario di Fonte Colombo, dove abbiamo incontrato frate Luca che ci ha raccontato qualcosa del posto e timbrato i passaporti.
Come primo tratto è stato abbastanza faticoso, ma col senno di poi, nemmeno uno dei più terribili...
Per raggiungere Greccio la strada è un'altalena di salite e discese.
Nel tragitto la segnaletica non è sempre "leggibile", quindi, prestate attenzione a tutto: frecce fatte con bastoni o sassi comprese...
Dopo circa 8 ore di cammino arriviamo finalmente al paese e rimandiamo la visita del santuario al mattino dopo.
Alloggiamo in albergo e siamo gli unici avventori, così come ci par d'essere gli unici in tutto il borgo.
Una condizione suggestiva e molto utile per raccogliersi in preghiera senza essere disturbati dal chiacchiericcio di turisti o passanti.
Passata la notte, rieccoci in piedi: oggi ci aspettano i 2.5 km che separano il paese dal santuario (ma sono in discesa e ci mettiamo circa 30minuti) più i 25km indicati sulla cartina per arrivare a Poggio Bustone.
Il santuario di Greccio è una perla incastonata nella roccia: dopo parecchi scalini incontriamo padre Afredo, che gentilmente provvede ad annunciarci a frate Renzo, del santuario di Poggio Bustone.
Dopo aver visitato i luoghi sacri del Santo di Assisi, ci incamminiamo verso la Riserva dei laghi Ripasottile e Lungo. Il cammino non è semplice e la stanchezza, per le nostre gambe non allenate, comincia a farsi sentire. Un pasto frugale ai bordi della strada e si riprende a salire.
Sono le 19 quando arriviamo al santuario. Anch'esso non è nel borgo, ma leggermente defilato. Poggio Bustone è tutto in salita e il convento di San Giacomo lo è ancora di più...
Il pernottamento è rigenerante e la mattina dopo, fra Renzo ci invita a visitare il convento e ad inerpicarci fino al Sacro Speco, una piccola cappella (chiusa) a 30minuti di scarpinata dal santuario.
L'ultima tappa sarà tutta in discesa: la Foresta infatti, dista una 15ina di km ed è un sollievo raggiungerla.
Là ci sono i ragazzi della comunità "mondo x" che ci fanno da ciceroni e appongono l'ultimo timbro sul nostro passaporto.
Il rientro a Rieti segna la fine del nostro pellegrinaggio, ma non la fine del nostro cammino.
Ora ci sentiamo più vicini a San Francesco e al Signore. Abbiamo elevato le nostre preghiere e siamo stati ascoltati. La nostra fede è più forte che mai e mai dimenticheremo questa magnifica esperienza di vita...
M&M |
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