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Home > I racconti dei pellegrini

Mauro, Paola, Gabriele (Pergine Valsugana, Trento) (pubblicato il 24/10/2010)

Pensieri e parole di tre trentini

Nei giorni 18-20 agosto 2009 ci siamo incamminati lungo il cammino di Francesco: ecco in sintesi i nostri “Pensieri e parole”.

Il primo e ultimo giorno alloggio a Contigliano presso l’ostello villa Franceschini dove si può anche cenare a prezzi equi.

Martedì mattina dopo aver ritirato presso l’APT di Rieti cartine e credenziali siamo partiti dalla cattedrale, percorsa via Roma attraversato il Velino sul ponte romano lo abbiamo seguito in direzione del convento di Fontecolombo primo dei quattro monasteri della Valle Santa, bel chiostro e cappella. Si riparte in direzione di Contigliano dove si sale alla parte antica del paese si sende ora in valle e si prosegue verso Greccio altro paesino sopra un colle dove Francesco istituì il primo presepio. Ancora 2 kilometri di strada ed ecco il convento di Greccio, a noi trentini ricorda il santuario della Madonna della Corona in provincia di Verona per come è attaccato sulla roccia quasi in verticale. Da non perdere la mostra sui presepi e la sua grotta. Qui finisce la prima tappa e ci apprestiamo a passare una notte francescana perché nella casetta sotto il convento ci sono si tre bagni ma neanche un letto e allora fuori i sacco a pelo, 3 coperte trovate in un armadio stese in terra ci fanno da materasso.

Mercoledì mattina consegnate le chiavi della casetta scendiamo a valle, alla prima fontana facciamo il pieno di acqua e poi via nella piana di Rieti. Ricevuti alcuni frutti da contadini del luogo si continua su una strada asfaltata per arrivare al ponte che supera il Velino, si ritorna ora verso nord fino al bivio che gira intorno ai laghi: destra o sinistra?
Non sappiamo se nell’area visitatori del parco si trova da rifocillarsi e allora puntiamo a destra perché il tragitto è più breve e un ciclista ci ha informato della presenza di un bar. Al bar c’è annesso un minimarket dove ci siamo riforniti di frutta per continuare il percorso verso san Pietro e Poggio Bustone.

La salita verso Poggio comincia a farsi sentire ma come si arriva alle prime case tutto passa o quasi. Bevuta una birretta nel circolo anziani ripartiamo per gli ultimi metri che ci separano dal santuario. Un padre ci accompagna ora nella foresteria del convento, in uno stanzone troviamo una quindicina di letti, essendo i soli non abbiamo che l’imbarazzo della scelta. Questa tappa rispetto a ieri è stata molto più monotona per la camminata in pianura su strada asfaltata con traffico, ricordarsi di rifornirsi di acqua perché non ci sono fontane e paesini come il primo giorno: a proposito alcuni cartelli-manifesti del cammino erano diversi nel senso che la tappa Greccio – Poggio Bustone non andava a sud traversava il Velino e tornava a nord ma era più diretta verso i laghi. E’ forse in previsione un nuovo ponticello sul Velino?

Giovedì mattina partenza per l’ultima tappa in compagnia di Gloria, pellegrina milanese che oggi fa la strada con noi, si scende da Poggio Bustone e prima di san Piero si prende a sinistra un bel sentiero a mezzacosta nel bosco: si cammina per un bel po’ fino ad arrivare a san Liberato dove si trova una bella fontana, attenzione dopo perché non abbiamo visto il cartello del cammino e così siamo arrivati a Cantalice attraverso la strada e non per il sentiero della guida, percorsa la “scala santa” ci siamo incamminati verso la chiesa di san Felice anche qui occhio ai cartelli sono un po’ confusi. Dopo aver attinto acqua all’ennesima fonte miracolosa si scende per un sentierino nel bosco si incrocia una strada asfaltata, e in salita si arriva al santuario della Foresta tenuto in perfetto ordine dai ragazzi di Mondo X, un giovane ci ha fatto da guida in un velocissimo tour per il convento e poi gli ultimi kilometri verso Rieti.

Alcune considerazioni per l’APT di Rieti che ha ideato il percorso: sarebbe opportuno che ci fossero sul sentiero dei “segni” almeno negli incroci, per capire che siamo nel giusto, in montagna sono due righe bianco-rosse qui basta il giallo-blu il colore del Cammino. Con poca spesa si renderebbe un cammino più tranquillo.
Grazie per l’attenzione e buon viaggio a tutti.
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Now I know why Francis said, "Hello good people".

““One of the things that left its sign was the kindness and helpfulness that we found among the people that we met. Now I know why Francis said, "Hello good people". I want to thank all those people who helped us in moments of crisis (directions and advice), Mrs. Annamaria (from Greccio), all the ...”freccia
Ida from Roma
(Attestato ritirato il 31/08/2006)

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