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Santuario di Poggio Bustone - Sacro Speco
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 Lunghezza: 18,6 Km
Difficoltà: media
Altimetria (file pdf, 54 KB)
L’itinerario che si percorre è in assoluto tra i più francescani: apre l’animo del pellegrino alla meditazione e alla contemplazione, proprio come accadeva a San Francesco al tempo della sua permanenza a Poggio Bustone, avvenuta nell'anno 1209.
Joergensen scrive: "E se vogliamo comprendere a pieno Francesco d'Assisi, è indispensabile seguirlo in alto, su quella grotta isolata della montagna".
Percorrendo una stradina nel bosco, un viottolo a spirale che parte dal Tempietto della Pace poco sopra il Santuario di Poggio Bustone, e percorrendolo per circa mezz'ora di cammino, si sale per circa 600 metri per arrivare al Sacro Speco, luogo in cui San Francesco ricevette il perdono dei peccati. Questo sentiero è lo stesso che percorreva il Santo nel 1200.
Ogni sguardo è un incontro tra querce secolari, aceri campestri.
Lungo il percorso si incontrano sei edicole erette intorno al 1650 a ricordo dei fatti miracolosi avvenuti in favore di San Francesco a ciascuna delle quali è legato il ricordo di altrettanti episodi che, stando alla tradizione popolare, sarebbero occorsi a Francesco nelle sue continue ascese all'angusto luogo.
La prima ricorda il miracolo del breviario poggiato dal Santo su una pietra, per di difenderlo dalla pioggia: la pietra cedette, ricevendo il breviario. Il vuoto è tuttora visibile;
la seconda conserva la forma del cappuccio impressa nello scoglio, mentre il Santo vi si appoggiava. A pochi metri da questa, si indica una pietra, sulla quale sarebbe l'impronta del ginocchio, che l'umile Francesco piegò alla vista di un Angelo;
la terza cappellina ricorda l'impronta sulla pietra del gomito del Santo;
la quarta, ricorda l'apparizione del demonio, il quale lasciò sullo scoglio le sue impronte deformi;
la quinta ha sul sasso l'impronta di un piede del Poverello di Cristo;
la sesta ha l'impronta del piede di un Angelo, apparso al Santo in forma umana.
Non lontano dalla sesta ed ultima cappellina è il Sacro Speco. Qui si entra nel cuore profondo del francescanesimo.
Una piccola grotta tra due rocce, luogo di preghiera di San Francesco e sella sua piccola comunità francescana.
San Francesco dimorò in questa grotta nell'anno 1209 dove gli apparve l’angelo sotto forma di fanciullo che gli annunziava la Remissione dei peccati e gli fu rivelata l’Espansione dell’ordine.
Sotto l'immane massa rocciosa alta circa cento metri, è la suggestiva chiesetta che, con il suo campanile e la sua absidina, racchiude come in un abbraccio la Grotta delle visioni.
Ai tempi del Santo vi era solo la grotta, ma nei primi anni del 1300 vi si costruì anche la chiesetta ed il campanile che intorno al 1600 fu ingrandita fino ad arrivare alla sua attuale forma.
Il Santuario è costituito da due vani, l'uno all'altro sovrastante; essi risultano scavati nella roccia. Si presentano come due semplicissimi disadorni ma suggestivi ambienti, infinitamente cari a San Francesco.
Quello inferiore non è che una specie di ingresso, da cui una scala tagliata nella parete rocciosa conduce alla vera e propria grotta del Poverello di Dio. L'ambiente è caratterizzato da un altarino trecentesco, al di sopra del quale è un dipinto del secolo XVII, raffigurante l'Angelo che appare a Francesco rassicurandolo della remissione dei peccati.
Rozzi gradini tagliati sempre sulla viva roccia adducono al vano superiore (la costruzione risale al 1634); qui si può ammirare un minuscolo altare con sopra un quadro raffigurante San Francesco orante ed il beato Egidio in riposo.
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