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I Comuni della Valle Santa
I paesi che sorgono lungo il Cammino conservano centri
storici non toccati dal tempo. Arroccati sulle alture,
mantengono l'impianto medievale con vicoli che
s'insinuano tra case e palazzi, aprendosi poi in piazze gentili,
ritrovo prediletto degli abitanti. Mantengono viva la storia,
la cultura, le tradizioni di questa terra.
Percorrendo il Cammino incontrerai Rieti, protetta
dalle sue imponenti mura medievali, e Cantalice,
aggrappata a un ripido sperone. Proseguendo lungo la via di San
Francesco ti sorprenderanno Poggio Bustone, con
i suoi panorami da fiaba, e Rivodutri, con la
sua misteriosa porta alchemica. Sul lato opposto della Valle Santa
entrerai a Greccio, con l'imponente torre campanaria,
e a Contigliano, con i suoi palazzi nobiliari
e la grandiosa chiesa collegiata. Il Cammino devia poi verso il
Monte Terminillo, dove troverai la reliquia di
San Francesco, e verso Posta, di antica fondazione
angioina.


Rieti: un incanto protetto da grandiose mura
Antichissima città di origini leggendarie, posseduta prima
dai Sabini, poi dai Romani, visse un momento di grande splendore
alla fine del Medioevo, quando ospitò numerosi papi e il
loro seguito.
Le possenti mura medievali cingono un centro storico di grande
fascino. La centrale Piazza del Comune è il salotto della
città, l'incantevole Teatro Flavio Vespasiano è
un gioiello d'acustica. Le tre grandi chiese di San Francesco, San
Domenico e Sant'Agostino scandiscono lo spazio urbano con imponenza.
La Cattedrale racchiude capolavori di grandi maestri, da
Andrea Sacchi al Bernini. I palazzi rinascimentali e le limpide
acque del Velino completano il quadro.

Cantalice: una fortezza nei
confini del Regno di Napoli
Le prime notizie dell'abitato si hanno a partire dal XII sec.
Posta entro i confini del Regno di Napoli, fu in continua
lotta con Rieti. Tra XIV e XVII sec. si susseguirono le guerre
tra il piccolo borgo e il capoluogo, toccando l'apice nel 1577,
quando i reatini assaltarono violentemente il paese che resistette
e ricacciò i nemici.
Cantalice è resa unica dal suo assetto urbanistico,
tutto sviluppato in verticale lungo un ripido sperone di roccia.
Il paese è tagliato da una caratteristica scalinata
che lo percorre tutto. Al di sopra domina la cima silenziosa del
Terminillo. Il borgo culmina nella torre difensiva e nell'imponente
chiesa di San Felice.

Poggio Bustone e i suoi panorami sulla
Valle Santa
Situato a 756 m di altitudine, Poggio Bustone domina la Valle
Santa, regalandoti panorami e scorci di straordinaria bellezza. Dal XII
sec. fu parte dei possedimenti dell'Abbazia di Farfa. Fu
poi conquistata dai Normanni e, dalla fine del XII sec., entrò
a far parte del territorio governato dal Comune di Rieti.
Ancor oggi restano parti dell'apparato difensivo che protesse il
borgo nei secoli passati, suggestiva è la Porta del Buongiorno.
Da qui secondo la tradizione locale, entrò San Francesco
pronunciando il celebre saluto: "Buon giorno buona gente!".

Rivodutri e la misteriosa Porta Alchemica
Borgo di antichissime origini avvolte nella leggenda, viene citato
nei documenti a partire dall'inizio del XIII sec. Divenuto libero
Comune entrò nella sfera d'influenza di Rieti. Nel 1375
diede rifugio ai fuoriusciti guelfi di Rieti, dove aveva prevalso
la parte ghibellina. I reatini, con truppe mercenarie, assediarono
il castello e lo occuparono. Nel 1439 Rivodutri fu rasa al
suolo per iniziativa del cardinale Vitelleschi ma la ricostruzione
iniziò già nel 1440.
Nel cuore del paese, tra le stradine tortuose e i vicoli, sorge
la cosiddetta Porta Alchemica o Porta Santa arricchita di
numerosi rilievi dal significato simbolico.

Greccio: tra campanili e sorgenti purissime
Possesso dell'Abbazia di Farfa, viene per la prima volta
ricordato nei documenti nel 1091. Il castello di Greccio fu prima
dominato da signori locali, poi passò al Comune di Rieti.
Nel 1799 subì il saccheggio delle truppe napoleoniche.
L'imponente campanile della chiesa di San Michele Arcangelo
è quanto resta di una delle torri dell'antico castello
di Grecce o Grezze.
La natura esalta la bellezza del paese regalando gioielli preziosi,
come l'acqua minerale di Fonte Lupetta, incontaminata e freschissima.
Di recente il borgo di Greccio e il suo Santuario francescano sono
stati inclusi dall'UNESCO tra i 754 siti che fanno parte del Patrimonio
Mondiale dell'umanità.

Contigliano si appoggia maestosa su una collina
Già abitato in epoca romana, è citato per la prima
volta nel 1021. Dal XIII sec. divenne parte del territorio del
Comune di Rieti. Nel 1501 fu assediata dalle truppe del condottiero
Vitellozzo Vitelli che diedero un furioso assalto al castello,
saccheggiandolo e facendo strage degli abitanti.
Il profilo dell'imponente abside della chiesa barocca di San
Michele Arcangelo domina la Valle Santa. All'interno è
una straordinaria profusione di dipinti, arredi sacri e stucchi.
Le funzioni religiose sono ancor oggi accompagnate dall'organo
settecentesco d'inestimabile valore.
Stretti vicoli e passaggi coperti ti guidano in questo centro storico
ricco di palazzi nobiliari del Cinquecento e Seicento.

Monte Terminillo: un gigante che protegge la Valle Santa
Sul Terminillo, in un grandioso Tempio Votivo, si conserva una piccola reliquia di San Francesco. Tutto attorno si stende una natura ricchissima . Enormi faggete e distese di ginepro nano, seguite da profonde vallate, come Valle Scura, luoghi ideali per l'escursionismo, lo sci alpino e lo sci di fondo.
Le vette ardite offrono un ambiente ideale per le arrampicate sulla roccia, sul ghiaccio e per le discese di sci estremo.
Un luogo dove domina una natura incontaminata, dove negli ultimi
anni sono tornati a vivere il lupo e l'aquila
reale .
La stazione turistica fu costruita a partire dagli anni '30 del Novecento, divenendo subito una delle stazioni sciistiche più importanti del Centro-Sud Italia.

Posta:
fondata dagli Angioini sull'antica via Salaria
Il borgo fu fondato tra la fine del Duecento e i primi del Trecento
nell'ambito della sistemazione dei confini del Regno Angioino.
Fu il risultato della ricostruzione del castello di Machilone, raso
al suolo nel 1299 dagli aquilani. Le antiche rovine di Machilone
si scorgono ancora nel pressi della località La Rocchetta.
Dopo la fondazione, Posta fu inclusa nel territorio de L'Aquila
e si trovò in continua contesa con i paesi vicini: Leonessa
e Borbona. Nel 1535 si diede in feudo allo spagnolo Ferrante Cornejo,
passò poi sotto il dominio della potente famiglia dei Farnese.
Incastonata nella verde Valle del Velino, Posta conserva nel suo
territorio importanti tratti dell'antico tracciato della via
Salaria, di recente restaurati. Nei dintorni sorge l'interessante
chiesa romanica di Santa Rufina. |