|
Le tappe del Cammino
San
Francesco visse nella Valle Santa una delle stagioni più
intense della sua breve vita. Con certezza sappiamo che giunse
nel reatino nel 1223, ma non si possono escludere soggiorni
precedenti: fonti antiche tramandano il 1209 come prima data dell'arrivo
del Santo in queste splendide terre.
Lasciò la valle nell'aprile del 1226, solo sei mesi
lo separavano dalla morte.
Il Cammino, composto da otto tappe, parte da Rieti e
si dipana attraverso la Valle Santa toccando i quattro Santuari
francescani: La Foresta, Poggio Bustone, Greccio e Fontecolombo.
A queste tappe si aggiunge il cammino verso il Faggio di
San Francesco a Rivodutri, l'ascesa al monte Terminillo per
la visita alla reliquia del corpo del Poverello e lo
spostamento verso il convento francescano di Posta.
Prima di affrontare le tappe rivolgiti agli uffici dell'Azienda
di Promozione Turistica di Rieti: personale specializzato
t'illustrerà il Cammino e i suoi luoghi nei dettagli.

Rieti: residenza di papa Onorio III
"All'epoca in cui San Francesco era presso Rieti, alloggiando
per alcuni giorni in una camera di Tebaldo Saraceno per motivo del
suo male d'occhi..."
Leggenda Perugina, 24, in Fonti Francescane. Editio Minor, Assisi,
Movimento Francescano, 1986
Le principali fonti narrano la presenza di Francesco nella città
di Rieti, a stretto contatto con la curia di Onorio III,
che nella città sabina più volte soggiornò
a partire dal 1219. In un momento cruciale per gli sviluppi del
suo Ordine, Francesco cercava a Rieti il consenso del papa e della
sua corte.
I luoghi sacri che videro la presenza di Francesco a Rieti sono:
l'imponente Palazzo Papale e, secondo la tradizione
locale, un oratorio presso l'ospedale di Santa Croce. Sull'oratorio
sarebbe poi stata edificata la grandiosa chiesa di San Francesco,
iniziata nel 1245 e in via di conclusione già nel 1253.
La città fu teatro di numerosi episodi e miracoli che
mostrano il profondo amore di Francesco per l'arte e tutte le
creature.
Nel Palazzo Papale si verificò il miracolo della
cetra, un vero inno alla spiritualità della musica.
Presso l'oratorio si svolse l'episodio del dono del mantello
alla donna cieca e povera, ennesima testimonianza di Francesco
povero, amante dei poveri.

La Foresta del Cantico delle
Creature
"Venne l'uomo santo e rifuggendo la pompa del mondo e la
conversazione degli uomini..."Anonimo Reatino,Actus Beati Francisci in Valle
Reatina, VII, 35, a c. di A. Cadderi, Assisi, Edizioni
La chiesina di San Fabiano è oggi un convento di straordinaria
suggestione, noto come Santuario di Santa Maria della Foresta o
più semplicemente La Foresta. Chi cerca la pace e vuole,
come San Francesco, fuggire dalla "pompa del mondo" trova
in questo convento appartato un luogo ideale. Francesco vi giunse
nel settembre del 1225. Immerso nel verde intenso dei boschi e cullato
dal suono delle sorgenti il Poverello con molta probabilità
vi scrisse l'immortale Cantico delle Creature.
Approfondimento
sul Santuario La Foresta (formato .pdf,
112 Kb)

Poggio Bustone: Francesco inizia la
sua missione di pace
"Buon
giorno, buona gente!"
Così
Francesco salutò secondo la tradizione gli abitanti di
Poggio Bustone nel 1209 quando fece il suo ingresso nella Valle
Reatina.
Inerpicandosi sulla strada che conduce fino all'eremo si riscopre
tutta la semplicità e la letizia di questo saluto, in una
natura che somiglia ancora a quella che Francesco vide e amò.
Il Santuario è circondato dai boschi verdeggiati
e apre lo sguardo su un panorama che ha del mistico: la splendida
Riserva dei laghi Lungo e Ripasottile.
Qui il Poverello ebbe la visione che gli confermò
il perdono dei peccati giovanili. Da qui partì la missione
di pace dei francescani.
Approfondimento
sul Santuario di Poggio Bustone (formato .pdf, 128 Kb)

Il Faggio di San Francesco
- Rivodutri
Il faggio è famoso per la sua forma straordinaria,
con i rami che sintrecciano sinuosi a creare onde e nodi
dalla bellezza inusuale. La tradizione vuole che la pianta assunse
questa
conformazione per riparare San Francesco da un temporale
che lo sorprese durante un solitario ritiro mistico. Percorrendo
un sentiero solitario, uno tra i tanti sentieri francescani che
attraversano boschi secolari, si arriva al faggio, un miracolo
della natura, un monumento nato da oltre due secoli. In tutto
il pianeta
solo altri due esemplari della stessa specie hanno una forma paragonabile.
Approfondimento
sul Faggio di San Francesco (formato .pdf, 80 Kb)

Greccio: la nuova Betlemme
"Francesco
amava l'eremo di Greccio, dove i frati erano virtuosi e poveri..."Leggenda
Perugina, 34, in Fonti Francescane. Editio Minor, Assisi, Movimento
Francescano, 1986
Incassato nella roccia, come un nido d'aquila, l'eremo di Greccio
è una straordinaria fusione di architettura e natura.
I confini delle costruzioni si perdono nei boschi rigogliosi di
lecci che accolsero le solitarie ascesi di Francesco.
Il Santuario è noto in tutto il mondo per essere stato scelto
dal Poverello di Assisi come teatro di uno dei momenti più
alti e lirici della sua esistenza: la prima rievocazione della
Natività di Betlemme della storia del Cristianesimo,
avvenuta nella notte di Natale del 1223.
Di recente il borgo di Greccio e il suo Santuario francescano sono
stati inclusi dall'UNESCO tra i 754 siti che fanno parte del Patrimonio
Mondiale dell'umanità.
Approfondimento
sul Santuario di Greccio (formato .pdf, 144 Kb)

Fontecolombo: il Sinai francescano
"Questo
è Fontecolombo, che dobbiamo salire a piedi scalzi, perché
questo luogo è veramente santo."Anonimo Reatino, Actus
Beati Francisci in Valle Reatina, II, 60, a c. di A. Cadderi, Assisi,
Edizioni Porziuncola, 1999.
Nella parte più nascosta di un bosco di lecci secolari, sulla
costa del verdissimo Monte Rainiero, si adagia il Santuario di Fontecolombo.
È il Sinai francescano, è il monte scelto da Francesco
per stilare la Regola definitiva del suo Ordine. Qui tutto
è sacro: gli edifici, la fonte d'acqua purissima e il bosco
stesso, perché racchiude il Sacro Speco, la grotta
in cui fu scritta la Regola.
In questo luogo San Francesco fu operato agli occhi: gli
vennero incise con un ferro rovente tutte le vene dall'orecchio
al sopracciglio. Come raccontano le fonti, miracolosamente fratello
fuoco risparmiò Francesco dal dolore.
Approfondimento
sul Santuario di Fontecolombo (formato .pdf, 172 Kb)

Il Tempio del Terminillo:
scrigno della reliquia del corpo di San Francesco
Nel 1939 Pio XII dichiarava San Francesco Patrono d'Italia. Per
celebrare l'evento i frati francescani vollero costruire un monumento
eccezionale; sul Terminillo, a 1623 m d'altitudine, eressero
il Tempio Votivo Nazionale. I lavori iniziarono nel 1949, si
dovettero
sbancare 25.000 metri cubi di roccia per arrivare alla consacrazione
del 1964. L'edificio è una fusione armonica di architettura,
mosaici, sculture e arredi sacri di alta qualità artistica.
Questo scrigno custodisce, nella cappella di San Francesco, il
ricordo più prezioso: un'urna contenente la reliquia del corpo
del Poverello. Davanti all'urna arde perenne una lampada votiva.
Approfondimento sul Tempio Votivo del Terminillo (formato
.pdf, 76 Kb)

Il borgo di Posta: Francesco ai confini
del Regno di Napoli
Alcuni storici francescani e una tradizione locale antica di secoli
indicano la presenza di San Francesco nell'incantevole paese di
Posta, ai tempi del Santo denominata Machilone. Nel borgo, ai confini
con il Regno di Napoli, Francesco avrebbe fondato il primo insediamento
dei frati Minori presso la chiesa di San Matteo, oggi nota
come San Francesco. La presenza del Poverello a Posta sarebbe databile
tra il 1222 e il 1225. Nel luogo abitato da Francesco sorse presto
un convento e si modificò l'antica chiesa di San Matteo in
una più ampia e solenne.
Approfondimento
sul borgo di Posta (formato .pdf, 36 Kb)
|