Sagra della Bruschetta a Monteleone Sabino, un tempo Trebula Mutuesca, festeggia il suo prelibato olio extravergine di oliva. Una vera e propria delizia, in questo angolo magico della provincia di Rieti, che si ottiene ancora con la lavorazione “a freddo” e con la cura maniacale di un tempo.

L’appuntamento è fissato per domenica 19 novembre con la 22esima edizione della “Sagra della Bruschetta”, piatto povero tipico della tradizione contadina che più di ogni altro riesce ad esaltare il sapore dell’oro verde della Sabina, grazie agli ingredienti di altissima qualità.

Case arroccate, vie ciottolose in salita, piazzette ben curate: Monteleone Sabino accoglie i visitatori con la sua semplicità, la stessa che fin dall’Alto Medioevo affascina tutti coloro che vi giungono. E sarà ancora più suggestivo, in un simile contesto, degustare il pane bruschettato e conoscere al contempo il processo di lavorazione che parte dall’oliva e arriva all’imbottigliamento dell’olio. Saranno infatti proposte visite guidate nel frantoio biologico del paese, che mostreranno la lavorazione dell’olio con le macine di pietra: le ruote delle macine frantumeranno le olive riducendole in una pasta composta dalla polpa e dal nocciolo ormai sbriciolato; quindi l’esperto frantoiano stabilirà il giusto grado di frammentazione delle olive, e disporrà l’impasto ottenuto a strati sui fiscoli – dei dischi tessuti con corde – per poi procedere alla pigiatura in apposite presse.
Sarà insomma una giornata “fuoriporta” dedicata all’eccellenza di un intero territorio: qui l’olio d’oliva non è solo uno dei prodotti principali della cucina mediterranea ma è tradizione e risorsa economica. Sarà possibile degustare gratuitamente il nuovo olio, conoscerne la lavorazione e acquistarlo parlando direttamente con i produttori. L’oro verde della Sabina sarà poi in buona compagnia con il vino novello e i piatti tipici cucinati dalla Pro-Loco all’interno di un ampio spazio coperto, per far sì che anche in caso di pioggia si possa comunque svolgere la manifestazione. Il tutto prima dell’arrivo del momento più atteso, la caratteristica sfilata del filone di pane lungo 20 metri e la distribuzione gratuita delle bruschette.

Come nella precedente edizione ci sarà Fuoriporta che proporrà le eccellenze di piccoli produttori artigianali italiani.
Fra canti popolari e quel clima tipico di festa che solo nei piccoli centri si riesce ancora a respirare, sin dalle ore 10 sarà possibile visitare l’Anfiteatro romano, il museo comunale e il Santuario di Santa Vittoria grazie alla collaborazione dell’Associazione Culturale “Trabes”. La leggenda legata al culto di S.Vittoria, patrona del paese, racconta che la Santa si convertì al cristianesimo sotto l’Imperatore Decio, attorno all’anno 250. A quel tempo un orribile drago, che si era nascosto in una grotta, spargeva la morte fra la popolazione di Trebula; Vittoria riuscì con la forza della fede a cacciarlo via, convincendo la popolazione della città a convertirsi in massa. Malgrado la fama acquisita con l’impresa, Vittoria fu invitata da un funzionario, Taliarco, ad abbandonare il cristianesimo e venerare la dea Diana, e al suo rifiuto venne uccisa con un colpo di pugnale. Dopo sette giorni la Santa fu seppellita nella grotta del drago e lì venerata: si racconta che nell’esatta zona in cui avvenne il martirio, l’erba non cresca più.