Il fulcro della programmazione del Reate Festival 2018 sarà costituito dalla messinscena dell’opera di Claudio Monteverdi Il ritorno di Ulisse in patria, pietra miliare del teatro musicale di tutti i tempi.

Viene dunque a essere esplorata una delle composizioni che si colloca all’origine della storia del melodramma e del patrimonio belcantista dato che Monteverdi, artefice del “recitar cantando”, può essere considerato a ragione il capostipite di quella tradizione che, sviluppatasi nei secoli seguenti, ha fornito il modello sul quale si basa l’intera storia del teatro musicale. In particolare, a differenza delle altre opere monteverdiane, Il ritorno di Ulisse in patria dopo la sua prima rappresentazione al Teatro Ss. Giovanni e Paolo di Venezia nel 1640 non è mai stato eseguito non solo a Rieti, ma neppure a Roma né in passato né in riproposte in epoca moderna. Un Festival che si propone di valorizzare e divulgare il teatro musicale non poteva non porsi l’esigenza irrinunciabile di colmare questa grave lacuna, soprattutto dopo che il nome di questo grande musicista era episodicamente comparso nella programmazione dello scorso anno in occasione dei 450 anni della nascita all’interno di un progetto che accostava il monteverdiano Combattimento di Tancredi e Clorinda ad altri due lavori di soggetto analogo scritti da autori contemporanei. L’opera monteverdiana sarà prodotta in collaborazione con il Teatro di Roma e con l’Accademia Filarmonica Romana, due nuove e prestigiose sinergie attivate dal Reate Festival. Il capolavoro monteverdiano verrà realizzata a Roma presso il Teatro di Villa Torlonia e a Rieti presso il Teatro Flavio Vespasiano e sarà affidata a un esperto di musica antica come il direttore d’orchestra Alessandro Quarta alla guida del Reate Festival Baroque Ensemble, formazione di nuova istituzione che si affianca alla Reate Festival Orchestra, già utilizzata nel 2016 e nel 2017. Pertanto anche quest’anno l’opera prodotta dal Festival sarà non solo una proposta artistica di alta qualità, ma anche l’occasione per dar modo a giovani strumentisti e cantanti di esibirsi sul palcoscenico e di svilupparsi professionalmente sotto la guida di uno staff artistico di alto profilo, acquisendo piena consapevolezza stilistica e assoluta padronanza attoriale. Come di consueto, pilastri portanti di questo progetto saranno il Teatro dell’Opera di Roma e la Fondazione Alberto Sordi per i Giovani. Quest’ultima, creata con l’intento di favorire l’inserimento di nuovi talenti nelle professioni artistiche legate al mondo dello spettacolo, fornisce un supporto finanziario per l’ingaggio di strumentisti e cantanti, tutti rigorosamente al di sotto dei trentacinque anni, mentre il Teatro dell’Opera di Roma garantisce anche un apporto tecnico-produttivo per la realizzazione dell’allestimento scenico, consentendo di abbatterne i costi. La produzione de Il ritorno di Ulisse in patria sottolinea come il Reate Festival non si limiti a importare spettacoli dall’esterno, ma ponga al centro della sua programmazione propri allestimenti originali con uno sforzo produttivo non indifferente, reso possibile grazie a un’ampia collaborazione con istituzioni prestigiose a livello non solo laziale, ma anche nazionale e internazionale, quali il Teatro dell’Opera di Roma, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e quest’anno anche l’Accademia Filarmonica Romana e il Teatro di Roma.

Sarà ospite quest’anno per la prima volta del Reate Festival l’Orchestra di Piazza Vittorio di Mario Tronco, una compagine multietnica ed estremamente affiatata che, dopo le riuscite riscritture del Flauto magico e di Carmenpresenterà una rivisitazione del Don Giovanni di Mozart con adattamenti musicali efficaci e intelligenti che dimostrano la straordinaria attualità del suo linguaggio: uno spettacolo godibilissimo e ricco di sorprese tra cui in primo luogo la presenza sensuale e ambigua di Petra Magoni che incarna un Don Giovanni en travesti del tutto inaspettato di grande suggestione vocale e scenica. Lo spettacolo, realizzato per l’Accademia Filarmonica Romana, viene riproposto al pubblico reatino a rinsaldare quella collaborazione instauratasi grazie al progetto monteverdiano, all’insegna di una visione comune che intende avvicinare al mondo dell’opera il più ampio numero possibile di spettatori attraverso forme ed esperienze nuove e inedite, sempre basate però su una indiscutibile qualità artistica, a cui affiancare scelte che privilegiano strade insolite e poco battute.

Nel 2018 il Reate Festival continuerà la collaborazione con l’Associazione Europa In Canto con la quale ha già realizzato lo scorso anno una particolare edizione del Flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart, nel quadro di un progetto innovativo strutturato su un metodo didattico che tramite incontri, seminari, laboratori è in grado di avvicinare e appassionare i giovani al mondo della musica, del teatro e dell’opera lirica.

Il Reate Festival intende quindi cercare di risvegliare l’interesse della Scuola nei confronti del teatro musicale, patrimonio culturale del nostro Paese, appassionando gli studenti all’opera lirica, attraverso un progetto che li coinvolga direttamente, trasformandoli da fruitori passivi a protagonisti attivi dello spettacolo. L’obiettivo è quello di non limitarsi ad allestire uno spettacolo effimero, ma farne un mezzo per penetrare nel tessuto sociale e nella vita quotidiana.  

Al tempo stesso tale approccio garantisce la ricostruzione di quelle forme di socialità che sono state messe duramente in crisi dal sisma del 2016 e che sono il mezzo più efficace per ristabilire il senso di appartenenza a una comunità. Il progetto diventa dunque uno straordinario strumento per favorire la rigenerazione di un territorio colpito da un evento che ha avuto conseguenze devastanti su abitudini di vita profondamente radicate. La ricostruzione materiale e spirituale di un proprio mondo interiore non può che essere agevolata dalla partecipazione alle forme di aggregazione tipiche dell’esperienza teatrale, quanto mai adatte a promuovere la ripresa dello sviluppo armonico e della crescita culturale, intellettuale ed emotiva dell’individuo.

Quest’anno il progetto sarà dedicato ad Aida di Giuseppe Verdi nella versione ideata in collaborazione con l’Associazione Europa In Canto che mira, grazie alla sua metodologia innovativa, a coinvolgere non solo gli studenti, ma anche genitori, familiari, amici che, accompagnando il percorso didattico dei ragazzi a casa, sono spinti a entrare, spesso per la prima volta, in un teatro e a fidelizzarsi ad esso.

La realizzazione dell’opera si articolerà, secondo un calendario concordato, in laboratori e workshop musicali e teatrali con lezioni frontali in aula, in cui esperti di didattica teatrale e cantanti lirici insegneranno agli alunni i brani corali e la realizzazione di elementi di costume e attrezzeria. Negli spettacoli finali gli studenti, accompagnati dall’orchestra e guidati da un direttore, canteranno coralmente i brani appresi ed eseguiranno i movimenti scenici ideati dal regista all’interno di una semplice, ma funzionale scenografia che contribuiranno anzi loro stessi a costruire sul palcoscenico.

Si tratta dunque di spettacoli lirici pensati e ideati “con e per i giovani”. Attraverso infatti la pratica dei linguaggi musicali e artistici e una pedagogia sperimentale, attenta al coinvolgimento attivo degli alunni, l’iniziativa avvicina alla conoscenza delle diverse discipline dell’opera lirica: musica, parola, scena, che diventano essi stessi processi di apprendimento.

La particolare attenzione che il Reate Festival riserva ai giovani si conferma anche nella rinnovata collaborazione con il Liceo Musicale di Rieti che consentirà agli studenti più meritevoli di esibirsi nella programmazione del Reate Festival 2018, un modo efficace per favorire l’affermazione e la scoperta di nuovi talenti ed effettuare una attenta ricognizione delle nuove leve, sollecitandole a uscire dal chiuso delle aule e a stabilire un rapporto diretto con il pubblico. Inoltre, la presenza di artisti in erba è un potente veicolo per assicurarsi la partecipazione di un pubblico giovanile che si sente naturalmente più vicino a coetanei, impegnati sul palcoscenico a eseguire lavori, ancora oggi in grado di parlare un linguaggio attuale.

La programmazione come di consueto avrà anche un suo ulteriore punto di forza nella valorizzazione della musica per organo: nella Basilica di San Domenico di Rieti si trova il grande organo pontificio Dom Bedos-Roubo, un enorme strumento di quattordici metri che costituisce in assoluto uno dei maggiori risultati artistici della moderna arte organaria. Pertanto il Reate Festival continuerà a mettere in primo piano questo splendido strumento, vero orgoglio cittadino, proponendo concerti che spaziano in un ampio repertorio che avrà al suo centro la musica sacra con cui il territorio reatino ha stretti vincoli, attraversato com’è da una delle più antiche vie consolari, la Salaria, disseminata di santuari francescani che nascono in armonia con il contesto ambientale impregnato di forti suggestioni mistiche. Il Festival si concluderà con un concerto dell’Orchestra Europa InCanto che proporrà un accattivante programma incentrato su due melologhi, composizioni per voce recitante e orchestra: accanto al celebre Pierino il lupo di Sergej Prokof’ev verrà presentato il meno noto, ma ugualmente godibilissimo Il primo concerto dell’orso Paddington, su musica Herbert Chappell, ispirato a una vera e propria icona della della letteratura inglese per l’infanzia: l’orso Paddington, creato da Michael Bond e illustrato da Peggy Fortnum. Le storie di questo migrante sui generis, arrivato clandestino dal profondo Perù, con un vecchio cappello, la valigia ammaccata e un panino con la marmellata sono narrate in oltre 70 libri, tradotti in 30 lingue e con oltre 30 milioni di copie vendute in tutto il mondo.

La programmazione del 2018 conferma dunque le linee sopra delineate e la tendenza da parte del Reate Festival di battere strade sempre nuove, dando vita a progetti artistici compositi e innovativi, incentrati su autori e composizioni che trovano di solito poco spazio all’interno della maggior parte delle stagioni delle istituzioni italiane. Un percorso di ricerca e di continuo cammino che si coniuga con la volontà di offrire uno spazio destinato alle nuove leve e alle nuove forze creative. Lo sforzo che si intende compiere sta proprio nel ridare alla parola Festival il suo significato autentico di festa musicale aperta a tutti, ma al tempo stesso intesa come alternativa ai repertori tradizionali, come luogo di sperimentazione, contaminazione e riproposta, al di fuori dei percorsi più consueti e battuti.

Info: www.reatefestival.it