La Pasqua vede la Sabina in fermento per i tradizionali riti religiosi e devozionali per quella che è la madre di tutte le ricorrenze della cristianità: la passione, morte e resurrezione di Cristo.

A Rieti da domenica 10 marzo, sotto le volte del Palazzo Vescovile, la mostra pittorica di padre Franco Nicolai sul volto di Cristo: un prezioso invito alla riflessione nel cammino che attraversa la Quaresima. Padre Franco Nicolai oggi è il guardiano del convento dei cappuccini di Colle San Mauro, ma per cinquant’anni è stato missionario in Africa e anche pittore, figlio d’arte, e questa sua capacità artistica l’ha messa a frutto anche nell’evangelizzazione. In missione l’ha usata per comunicare, poiché a volte l’immagine ha una presa più diretta rispetto alle parole e ai concetti. Così il frate cappuccino ha pensato di proporre per il tempo di Quaresima un’esposizione di sue personalissime letture del volto di Cristo. Una sorta di personale via crucis che va dal momento della nascita di Gesù, fino il dramma della Passione, e a cui segue la gloria della Risurrezione: l’ultima opera mostra Gesù che immerso nella luce torna verso il padre. Una interessante proposta che attraverso la Quaresima porta al triduo della Passione e alla gioia della Pasqua.

A Leonessa fervono i preparativi per le cerimonie pasquali della settimana santa: molti i riti che vengono eseguiti dalle confraternite e gruppi di preghiera che operano nella città. Una delle ricorrenze più sentite è senza dubbio la processione della Pietà che anche quest’anno si farà il sabato Santo, che porta in processione una preziosa statua lignea, copia della famosa Pietà di Michelangelo nella basilica vaticana. L’opera pesa più di 4 quintali. Viene portata in processione a gruppi di squadre di 8 persone dando dei cambi già predisposti, chiamati posate, su tutte le vie di Leonessa. Il totale dei confratelli estratti per la professione sono 64 vestiti con i tradizionali paramenti. La statua è datata fine XV° secolo. La processione attraverserà le vie principali del centro storico leonessano. Insomma per questa Pasqua Leonessa apre le porte alle sue chiese, ai suoi luoghi di culto, della memoria cristiana e della cultura. Le cerimonie religiose inizieranno il giovedì Santo con l’istituzione dell’Eucarestia, i sepolcri, via crucis del venerdì e sabato con la solenne processione della Pietà. Domenica di Pasqua dopo le solenni cerimonie di resurrezione, la città si apre ai turisti con le sue bellezze storico artistiche sparsi un po’ ovunque sia nel centro che nelle ville.

A Contigliano la tradizione, legata ai riti del Venerdì Santo, costituisce un evento che si mantiene vivo in un territorio fortemente permeato dalla religiosità francescana e che, accanto alla simbologia del passato ed a quella devozionale, propone elementi attualizzanti e motivi di riflessione.  La sera del Venerdì Santo un corteo di figuranti e di fedeli si ritrova attorno a due elementi iconici: la statua del Cristo Morto e quella della Madonna Addolorata. La processione si muove dalla Collegiata S. Michele Arcangelo e, dopo aver percorso la circonvallazione del centro storico, scende nel paese basso, dipanandosi lungo le vie principali, per poi far rientro nella Collegiata. La processione si compone di due parti: la parte devozionale e quella storico-biblico. Nella prima, oltre alle due statue, si distinguono due gruppi della penitenza, nello specifico degli incappucciati e delle donne vestite di nero (questi gruppi costituiscono un legame con altre processioni simili nel meridione d’Italia ed in Spagna), il gruppo delle confraternite, un tempo numeroso ed oggi limitato, purtroppo, alla sola Confraternita di S. Antonio, ed infine il gruppo della Veronica.

Nella parte storico-biblica sfilano figure in costume che danno il quadro di riferimento al dramma della morte di Cristo: vi si trovano, in primo luogo, ad inizio processione, alcuni personaggi dell’Antico Testamento (come Mosè) che collocano biblicamente la “sofferenza del giusto”, quindi, dietro il Cristo con la croce, la schiera dei figuranti composta dagli “attori” storici che intervennero, secondo i vangeli, sulla “scena” della Passione: gli apostoli, il gruppo della Madonna, le donne ed i popolani, il Sinedrio, la componente romana con Ponzio Pilato e il suo seguito, il gruppo di Barabba. Al rientro della processione, nel centro storico, si tiene la rappresentazione, suddivisa in scene, delle quali l’ultima è sempre la crocifissione.

Anche a Cittaducale, alle 21 d venerdì, andrà in scena una “Sacra Rappresentazione della Passione”, prestigiosa manifestazione culturale religiosa del Paese. L’evento, diventato ormai un appuntamento fisso da qualche anno e uno dei nostri fiori all’occhiello tra le numerose attività svolte durante l’anno, sarà organizzato dalla Pro Loco di Cittaducale in collaborazione con la Parrocchia di Santa Maria del Popolo, l’Amministrazione Comunale e con l’aiuto di tutti i cittadini. Lo spessore drammatico di questa rievocazione, pur nella sua semplicità, raggiunge toni elevatissimi grazie all’intensa partecipazione collettiva e al suggestivo scenario offerto dall’antico borgo di Cittaducale.

Castel di Tora adotta invece una “strategia” che valorizza l’Adorazione della croce, spesso impropriamente percepita come accessoria rispetto ai pii esercizi della sera: la liturgia del Venerdì Santo avrà infatti luogo alle 21, così da favorire la partecipazione dei fedeli, e solo dopo di essa si snoderà per le vie del borgo la sentitissima processione, con la statua seicentesca del Cristo morto e l’immagine dell’Addolorata trasportate da portatori incappucciati e a piedi nudi.

 

Leonessa_Pasqua19

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