A Rivodutri, dal 5 al 7 agosto si terrà la 9° Sagra del Gambero di Fiume e la 16° Sagra della Trota Biologica organizzata dall’Associazione Summer Sport di Rivodutri, il Comune di Rivodutri, la Proloco di Rivodutri e l’Associazione Trattori e Macchine Agricole D’epoca, ovvero la tradizione e il territorio in tavola.

È il re dei crostacei, venerato dagli alchimisti, carnivoro, notturno, combattivo nella difesa del territorio, dominatore delle acque limpide e incontaminate del canale di Santa Susanna, insomma è una vera rarità e come tale è stata organizzata in suo onore una festa. Punto di riferimento e vanto nella ristorazione locale da secoli, infatti, il gambero di fiume continua a rappresentare la storia gastronomica del luogo e la cucina dei piatti in cui il nobile crostaceo è protagonista, delizierà i palati in occasione della 9° sagra, presso lo splendido parco delle Sorgenti di Santa Susanna, habitat naturale del gambero.

E’ sia bianca che salmonata, ma comunque biologica. È la trota reatina che nel primo fine settimana di agosto verrà servita per la 16° sagra ad essa dedicata nel parco della Sorgenti di Santa Susanna un luogo suggestivo all’ombra dei pioppi e rinfrescato dalle acque della Sorgenti di Santa Susanna riconosciute monumento naturale nel 1977, dove è attivo uno dei più importanti allevamenti ittiogenici di trote d’Italia L’allevamento di questo pesce, che vive da sempre in acqua dolce, è una rilevante attività produttiva, per gli abitanti di Rivodutri.

Borgo di antichissime origini avvolte nella leggenda, un tempo rifugio dei guelfi. Nel cuore del paese, tra le stradine tortuose e i vicoli, sorge la cosiddetta Porta Alchemica o Porta Santa arricchita di numerosi rilievi dal significato simbolico ed esoterico, tutt’oggi oggetto di studi alla ricerca del significato dei simboli raffigurati.
A poca distanza dal borgo c’è il famoso Faggio di San Francesco, famoso per la sua forma straordinaria, con i rami che s’intrecciano sinuosi a creare onde e nodi dalla bellezza inusuale, una particolarità tale da renderlo unico. Gli altri esemplari della specie tendono a estendersi verso l’alto, mentre il faggio di Cepparo ha subito una rarissima mutazione, ad oggi nota solo in altri due esemplari in tutto il pianeta: in Inghilterra e in Nord America. La tradizione popolare narra che il Poverello si trovasse sui monti attorno a Rivodutri quando scoppiò un forte temporale. Francesco allora cercò riparo sotto un faggio, che per volontà di Dio piegò i suoi rami come fosse un ombrello. Così la saggezza popolare ha spiegato la forma unica dell’albero.