La Pia Unione Sant’Antonio di Padova di Rieti per il GIUGNO ANTONIANO REATINO ha rinnovato il tradizionale appuntamento si svolgerà dal 12 al 27 giugno 2016 attraverso un fitto calendario di momenti liturgici e significativi appuntamenti di carattere culturale-ricreativo, che culminerà con la SOLENNE PROCESSIONE DEI CERI in onore di Sant’Antonio di Padova fissata per il pomeriggio di domenica 26 giugno; che quest’anno tornerà al suo percorso tradizionale, attraversando nuovamente largo Vittori, piazza Cesare Battisti e piazza Vittorio Emanuele II, con la benedizione alla città dal sagrato della Cattedrale di Santa Maria Assunta che, per la prima volta, verrà impartita dal Vescovo, Domenico Pompili.
Il programma della secolare festa diocesana e cittadina sarà anche inserito nel contesto del Giubileo della Misericordia: in particolare, Giovedì 16 giugno 2016 il Giubileo dei Bambini sarà celebrato nell’ambito della consueta giornata dedicata alla benedizione dei bambini (che furono i primi ad annunciare il 13 giugno 1231 la morte del beato Antonio). Ma non mancheranno momenti dedicati alla famiglia, ai malati (con l’intervento dell’Arcivescovo di Loreto, Giovanni Tonucci), alla rilettura della enciclica Laudato sì (con Flaminia Giovanelli di Iustitia et pax) e della lettera di indizione del Giubileo Misericordiae vultus (affidata al Vescovo Lorenzo Chiarinelli), alla memoria di San Pio da Pietrelcina nel centenario del suo arrivo a San Giovanni Rotondo (sarà presente padre Luciano Lotti, biografo del Santo), di Padre Giovanni Minozzi e del Venerabile Massimo Rinaldi, alla serata per i giovani con Don Michele Falabretti della CEI, mentre Lunedì 13 giugno 2016 giungerà a Rieti il Cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, per celebrare la solenne concelebrazione nella festa liturgica del Taumaturgo portoghese. Domenica 26 giugno 2016, infine, giorno della Processione dei Ceri, monsignor Domenico Pompili, presiederà il suo primo Pontificale del Giugno Antoniano Reatino.
Sebbene la santa patrona di Rieti sia Santa Barbara, la città è fortemente legata alla figura di Sant’Antonio da Padova per la quale, da oltre seicento anni, esiste una fortissima venerazione; il perché di tanta devozione si perde nei secoli. La sua manifestazione più eclatante è la Processione dei Ceri (più spesso indicata semplicemente come Processione di Sant’Antonio), che si svolge ogni anno nel mese di giugno, un mese che i credenti dedicano interamente alla figura del santo, tanto da essere indicato come Giugno Antoniano. È un evento-simbolo per la città, e nonostante si sia registrato un certo calo nell’affluenza (i giovani non sono soliti seguire la processione), gode ancora di notevole seguito.
L’esposizione della statua del santo avviene il 12 giugno presso la Chiesa di san Francesco; l’evento viene salutato dal suono delle campane di tutte le chiese della città, e dall’esplosione in aria di petardi. Generalmente, la seconda domenica dopo l’esposizione ha luogo la processione, che parte dalla chiesa di San Francesco. Per prima cosa i fedeli iniziano a formare due file, che si inseriscono lungo i bordi della strada che fiancheggia Piazza San Francesco, dando vita alla testa del lungo corteo. A quel punto, all’interno della chiesa, viene sollevata la statua del santo, una statua che con tutta la macchina lignea sulla quale è posta e con l’aggiunta del necessario all’illuminazione dei candelabri, supera la tonnellata di peso. I sedici portatori vestiti di un saio francescano nero, quattro per angolo estratti a sorte nei giorni precedenti tra gli appartenenti alla Pia unione di sant’Antonio di Padova, muovono l’insieme lungo la navata della chiesa fino all’uscita, aiutati da altri due (uno davanti e una dietro) che hanno il compito di controllare che i due lati della macchina restino alla medesima altezza.
Arrivati sulla soglia, si arrestano poggiando il tutto su quattro sostegni in legno fissati sotto la struttura, mostrando la statua ai fedeli, che rispondono applaudendo e lanciando altri petardi, per annunciare l’uscita all’intera città. Uscendo dalla chiesa, i portatori devono scendere alcuni ripidi scalini con la macchina in spalla: per evitare di farla oscillare sono necessari grande equilibrio e forza fisica. A questo punto la figura del santo si inserisce nella processione, preceduta dalle varie cariche pubbliche e religiose, e seguita da altri fedeli. Tra questi ultimi, le prime sono donne vestite di nero; alcune di esse, per devozione, per penitenza o per ringraziare il santo di qualche grazia ricevuta, percorrono l’intero tragitto scalze. La processione deve il suo nome al fatto che la maggioranza dei fedeli portano con sé un grosso cero che terranno acceso per tutto il cammino, regalando con il calar della sera un pittoresco spettacolo all’osservatore. La cerimonia percorre le strade infiorate del centro storico, mentre i fedeli pregano, accompagnati dalle bande musicali presenti. Il corteo si ferma in piazza Cesare Battisti, davanti alla cattedrale di Santa Maria, per permettere la celebrazione di una piccola messa, e infine si conclude con il ritorno alla chiesa di San Francesco, da dove era partito.
Qui ha luogo l’ultimo saluto della folla all’immagine del Santo, mentre il vescovo benedice la statua e i presenti rivolgendo a questi alcune parole. Segue, intorno alla mezzanotte, uno spettacolo pirotecnico. Sembra che le origini di questa manifestazione risalgano al 1232, quando Papa Gregorio IX annuncio di voler canonizzare Antonio da Padova proprio a Rieti, perché la città già manifestava per lui una grande devozione. Tuttavia, per questioni politiche, il pontefice fu costretto ad allontanarsi da Rieti e la cerimonia non ebbe luogo. La reazione della città fu una fiaccolata di protesta, che con il tempo si trasformò nell’odierna processione. Nel corso del tempo la statua è stata adornata dei gioielli in oro offerti dei fedeli come ringraziamento per le “grazie” ricevute.

Programma completo dell’evento su http://www.giugnoantonianoreatino.it/