Aringa, tonno, baccalà e alici e la polenta, anzi il “polentone” prende il sapore del pesce. E’ questo che accadrà a Castel di Tora il 10 marzo, dalle 12 in poi il polentone sarà servito al coperto, perché alla sagra del polentone si fa festa con la pioggia e con il sole.

La “Festa del Polentone” ha una tradizione secolare che si è sviluppata a Castel di Tora, a seguito delle astinenze nei periodi di penitenza pre-pasquali, e fino ai primi anni ’70 si festeggiava il Mercoledì delle Ceneri, giorno in cui la polenta fatta con la farina di mais, risorsa principale delle popolazioni che abitavano la vallata prima della realizzazione del bacino idroelettrico, veniva condita con un particolare ragù magro i cui ingredienti principali erano rappresentati da pesce tradizionalmente ritenuto “povero”: aringa, tonno, baccalà e alici, a segnare l’ inizio della quaresima e della penitenza.

Oggi la festa si svolge la prima domenica di quaresima e il polentone, tagliato a fette con lo spago imbevuto del buon olio extra vergine d’oliva della Sabina, condito con il “sugo di magro”, da pietanza dell’antica popolazione locale diventa un gustoso piatto per turisti. Ma oltre a degustare il piatto tipico per eccellenza della tradizione Castelvecchiese, si potranno gustare gli “Spaghetti all’Amatriciana” preparati dalla Proloco di Amatrice.

L’appuntamento annuale riveste sempre più prestigio in quanto Castel di Tora è uno dei sedici paesi a far parte dell’Associazione Culturale dei “POLENTARI D’ITALIA”, uniti dalla stessa voglia di riscoprirsi e confrontarsi attraverso la polenta, piatto povero ma ricco al tempo stesso di sapori e storia, che unisce idealmente l’Italia da Nord a Sud, con tradizioni e culture diverse.

La fama del “Polentone di Castel di Tora” ha varcato oramai i confini territoriali al punto che di frequente la Pro Loco viene invitata in altri paesi per offrire la degustazione del prelibato alimento.

L’occasione di venire a Castel di Tora non è data solo dalla “Festa del Polentone”. Il paese infatti, classificato come “Uno dei Borghi più Belli d’Italia”, offre al turista angoli caratteristici meritevoli di essere visitati.

Dalla sua posizione l’antico borgo domina il lago del Turano, e passeggiando per le suggestive vie si passa sotto la Torre esagonale medievale dell’XI° secolo, adiacente al Palazzo Scuderini, e si scoprono piazzette ben tenute e curate, e poi mura e torrette trasformate in case e poi archi, scalinate, passaggi, grotte, cantine scavate nella roccia.

A Castel di Tora l’agricoltura e l’allevamento offrono prodotti tipici e biologici. Presso i ristoranti locali gli amanti della buona cucina potranno degustare la gastronomia tipica di questa terra: formaggio pecorino e vaccino, ricotta di pecora, mais, farro, orzo, fagioli a pisello, tartufi, funghi porcini, pesce di lago, ravioli con ricotta di pecora e spinaci, fettuccine fatte a mano con tartufo, abbacchio scottadito, salsicce e prosciutto, gnocchi di patate con selvaggina o sugo di pecora, strigliozzi.

I piatti tradizionali, il panorama, la cultura e la storia del territorio ben si integrano con la natura meravigliosa dal Lago del Turano alla vicina Riserva dei Monti Cervia e Navegna che con le sue verdeggianti montagne lo contornano.